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Campo scuola dell’AGDI

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Mancano pochi giorni ad un’altra importante esperienza che vedrà protagonista, insieme ad alter associazioni, l’Aiad onlus di Ragusa. Dal 2 al 4 settembre, infatti, tre giovani ragusani, associati Aiad, L.F., A.P.E. e A.R., di 13, 12 e 13 anni, saranno impegnati nel campo scuola dell’AGDI (Associazione Giovani Diabetici Italiana) che si svolgerà ad Acireale.
Dopo la pausa estiva, quindi, e prima di ricominciare le attività autunnali, ancora un momento di vacanza che, però, ha lo scopo di aggregare e offrire, in maniera assolutamente gratuita, un’esperienza importante ed educativa. Quello di Acireale è il primo della seconda serie di Campi che vede coinvolti i giovani dai 6 ai 30 anni della  Sicilia, della Calabria (Crotone, Catanzaro e Locride) ed i giovani del gruppo Young Leaders Italia che fanno riferimento al progetto IDF. I ragazzi alloggeranno presso Hotel Orizzonte che sorge  in una tranquilla e verdeggiante zona a ridosso della cittadina barocca di Acireale. Un lussureggiante parco con prati verdi, ombreggiati da palme esotiche ed agrumi, ai piedi dell’Etna, con una panoramica che unisce all’orizzonte, mare  e cielo alla splendida vista sulla vicina costiera.
Questo campo darà la possibilità di fare una piacevole esperienza in un contesto giovane e dinamico, ma controllato e strutturato, utile per ampliare le conoscenze sulle reazioni del proprio corpo, migliorando le proprie potenzialità per gestire al meglio le insicurezze legate alla gestione del diabete in ambito sportivo. I partecipanti  in questi  tre giorni potranno capire qual è la loro inclinazione sportiva e imparare a gestire l’attività sportiva in sicurezza, inoltre per un anno avranno la possibilità di essere  seguiti da un esperto di scienze motorie,  perché "chi ha il diabete non corre da solo". Il progetto, infatti, si propone di far acquisire a bambini e giovani con diabete dai 6 ai 30 anni il passaporto sportivo, attestante, attraverso una specifica batteria di test/giochi motori, le capacità coordinative e condizionali del soggetto allo scopo di evidenziare predisposizioni, attitudini, in rapporto all’età biologica, modulando l’attività motoria in attenzione alla patologia, favorendo così l’inserimento in ambito sportivo dei giovani con diabete.
Saranno presenti, come a tutti i Campi precedenti, lo Staff del Marathon Sport Center, l’Equipe del Territorio e  quelle della altre associazioni coinvolte, saranno  quindi a disposizione dei partecipanti Medici diabetologi, infermieri, nutrizionista, psicologo, medici sportivi e laureati in scienze motorie. Il team sarà costituito da una Equipe del territorio (diabetologi pediatrici e diabetologi dell’adulto, esperti della nutrizione, psicologo, infermieri) che avrà quindi la possibilità di seguire i giovani anche successivamente allo svolgersi del Campo e dallo Staff (medici dello sport, laureati in scienze motorie e diversi preparatori atletici) del Marathon Sport Medical Center (www.marathoncenter.it) che, nella persona del dott. Gabriele Rosa, sarà il responsabile della parte sportiva. Referente Scientifico del Progetto è il Dott. Stefano Tumini.
A rappresentare l’Aiad ci sarà l’infermiere professionale Giovanni Di Mauro che da anni collabora con l’associazione e che ha grandi aspettative per i ragazzi che, insieme a lui, vivranno in prima linea il progetto. E’ stato proprio a svelarci una chicca:
" Ci saranno due notti in cui, a gruppi, i partecipanti verranno coinvolti in una sorta di Notte Bianca e avranno la possibilità di vivere momenti di aggregazione diversi da quelli inerenti allo sport".
Soddisfazione espressa dalla Presidente dell’Aiad, la Dott.ssa Gianna Miceli, impegnata, quotidianamente, insieme allo staff dell’associazione iblea affinchè il diabete sia sempre meno un tabù e, soprattutto, sia sempre più prevenuto.
"Lo sport e più in generale l’attività fisica costituiscono uno dei pilastri della cura del diabete di tipo 1 – ha detto Gianna Miceli - permettendo di ottenere una maggior stabilità delle glicemie, un miglioramento del controllo metabolico migliorando la qualità della vita. Inoltre lo sport viene spesso vissuto come una meta non raggiungibile, praticarlo in sicurezza permette di superare tale barriera imparando a gestire la malattia anche in questo nuovo ambito. Per questo siamo felici che i nostri ragazzi, che hanno già partecipato a manifestazioni simili, vivano anche questa meravigliosa esperienza".



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